Tutto cambia

E’ stato più semplice di come pensavi
eppure non è andata come volevi
guardandoti intorno non c’era più nessuno
ed hai avuto paura, vero?

Ero già li e c’è voluto poco
ma non come pensavi
toccavi le corde giuste
mentre mi tenevo a debita distanza

Chi sa cosa pensavo
ciò che mi sfuggiva di mano non eri tu
mi uccidevo lentamente
e non riuscivo a fermarmi

Fuggii come so fare solo io
piansi per non essere stato all’altezza
cercai un motivo e una scusa
era troppo tardi per rimediare

Ma nulla è mai costante nel tempo
tutto è destinato a cambiare
noi compresi
insieme a i nostri ricordi sbiaditi dal tempo

Solo nella mente

Non guardarmi così
lo sapevi che era solo un gioco
un innocuo passatempo per me

Ora sparisco per un po
ma non mi cercherai
per me è solo un illusione

Non c’è mai stato niente
nemmeno nei sotterranei
dove aspettavi un mio segnale

Di sicuro nei miei sogni
e tu lo avevi capito bene
che non avrebbe funzionato

Mi piace pensare che ci sei sempre
che appari quando lo decido io
così non sarà assillante

E’ il mio gioco migliore
e tu ne fai parte
non puoi farci niente

Ora non ti cerco più
prima che diventi il tuo gioco
non sarò la tua preda

Il passato è già scritto

Cosa faccio quì
su questo foglio scritto

vago senza meta
nel mondo dei ricordi

Vedo i volti noti
che sono le illusioni

simili ad amici
ma non meno crudeli

Sfioro con le mani
la rabbia e la tristezza

sapori familiari
e costanti delusioni

Cosa faccio quì
su questo foglio sporco

vago senza meta
e il tempo se ne va

Che cosa piango a fare
non mi daranno un premio

se resto qui a vagare
su chi non sarò mai

La vita non ritorna
e non si può sprecare

riparto da chi sono
e chi posso diventare.

 

 

 

Come una farfalla

Il suo sguardo distaccato
tra le nuvole si perde
Mentre appare all’improvviso
tra le stanze colorate

Volteggiando ti raggiunge
dal suo grande prato verde
se ti sfiora ti dipinge
con movenze delicate

Tutto quello che gli serve
è lo spazio di una tela
tra le pagine del tempo
che la rende prigioniera

Vive delle sue creazioni
di colori e paesaggi
vive delle sue emozioni
che diffonde come raggi

Elegante e raffinata
si è posata su uno stelo
è svanita e ritornata
tra le lacrime del cielo

Delicata nel suo volo
le sue ali son le dita
i suoi sogni sono il cielo
e il suo prato è la vita

Non esiste realmente
ma soltanto si rivela
a chi gioca con la mente
nel seguirla mentre vola

Parole

Che cos’è l’amore?
Se me lo domandi
Non saprò rispondere più

Guardami negli occhi
Dammi le tue mani
Fermeremo il tempo così

Le parole catturano la libertà
Regalandola a chi ricercarla vorrà

Ci perdiamo nel vuoto creato da noi
Ingannati e sconfitti dalle nostre idee

Lasciati sfiorare
Lasciati toccare
Cosa c’è di meglio per noi

Se vorrai volare
Lo potremo fare
Non ci fermeremo mai più

Le parole catturano la libertà
Regalandola a chi cercarla vorrà

Ci perdiamo nel vuoto creato da noi
Ingannati e sconfitti dalle nostre idee

La vita degli altri – La violenza sulle donne

Il suo peso mi blocava a terra. Seduto sulla mia pancia mi rendeva difficile anche il respiro. C’è voluto un attimo per trovarmi in quella posizione. Con una spinta delle sue possenti mani non è stato difficile farmi cadere all’indietro. Quelle stesse mani dure e ruvide mi strigevano al collo. Cercavo di divincolarmi ma era una lotta inutile. Non respiravo più e sentivo gli spasmi dei polmoni che cercavano aria. Mentre la vista si annebbiava e perdevo le forze il pensiero andava ai miei tre figli. Il piccolo di 10 anni è scappato in cameretta atterrito come ogni volta che suo padre esce di senno. “Chi li proteggerà? Chi si prenderà cura di loro?” Dio mio abbi pietà di loro.

In quell’istante la voce di mio figlio sembrò Dio che mi rispondeva. “Papà basta” disse timidamente. Quelle parole ebbero la forza che le mie mani non potevano avere. La presa si allentò e l’ossigeno tornò a riempire i mie polmoni. Seduto su di me mi guardò con un un ghigno di rabbia e follia come per dire che anche questa volta mi è andata bene. Ma ero viva e potevo prendermi cura dei miei tre figli, questo era tutto quello che mi interessava.

La guardai mentre aveva lo sguardo basso. Non riuscivo a dire nulla e infondo non c’era nulla da dire. Ci fu un attimo di silenzio. Le dissi che era forte e che l’ammiravo tanto, ma qualsiasi cosa dicessi non avrebbe reso l’idea. Non ero in grado di comprendere e non dissi altro perché stavo toccando la vita degli altri. 

La vita degli altri – Un mondo rinchiuso

Appena entrato potevo vedere attraverso la porta aperta le sue esili gambe su di un letto. Era rivolto verso l’altro lato della stanza e non poteva vedere chi arrivava. L’aria era calda e secca. Il tempo sembrava scandito dal respiro come una lancetta rumorosa. Il salotto era ormai il suo nido, tutto adibito per lui. Appena entrai notai che sul divano c’era il fedele Blu che esitò un attimo ma poi mi venne incontro. La tv era accesa e dava un film qualunque.
I suoi occhi mi attendevano e li strizzava più volte con un sorriso che appariva evidente da tutto il viso. Continuava a seguirmi con gli occhi e mi misi in maniera tale che potesse vedermi. Cominciai a raccontargli qualcosa sperando che fosse interessante per lui. Sua moglie ci guardava ed osservava le sue reazioni con molta attenzione. Ogni tanto lo guardavo negli occhi quasi di sfuggita ma in quei passaggi capivo che dietro ad essi si trovava una persosa con tante cose da dire e tanta voglia di fare. Me ne andai quasi in silenzio dopo un imbarazzante “a presto”, ma non potevo fare finta di niente, perché stavo toccando la vita degli altri.